Architettura

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Una città medievale

Città fortificata sin dal Medioevo, Hyères rimane chiusa all'interno dei suoi successivi bastioni fino al Secondo Impero. In cima alla città alta (la parte più antica della città), si erige l'antico castello dei Signori di Fos di cui si scorgono oggi le rovine. Questo ricco periodo medievale è fortemente presente nelle abitazioni medioevali ancora visibili, edificate tra il XII e il XVI secolo.

Una seconda cinta urbana viene eretta successivamente, per proteggere la città bassa, in seguito al suo sviluppo nel XIV secolo. Quest'ultima si apre sulla Porta Massillon, porta principale della città chiamata anche "Porte des Salins" o "Porte de la Rade".

 

Per maggiori informazioni, richiedete la mappa di scoperta della città presso l'ufficio turistico o iscrivetevi alle visite guidate.

Un'architettura che trae ispirazione da diverse influenze

La città conosce un vero e proprio sviluppo solo nel XIX e si estende fuori dai suoi bastioni. L'élite culturale e politica nonché l'aristocrazia inglese apprezzano infatti i suoi inverni miti. Con l'affluenza di questo turismo invernale la città acquista un nuovo volto architettonico. Vengono eretti hotel, ville e casinò, circondati da giardini dalle numerose piante esotiche.

 

Urbanisti e architetti

Negli anni '30, Alphonse Denis rinnoverà innanzitutto la città vecchia e creerà il primo quartiere residenziale moderno: il quartiere d'Oriente. Qui, tutto è sontuoso e lussureggiante. Nel piano di modernizzazione, quest'ultimo ingloba la propria tenuta (diventata la piazza Clémenceau e il giardino Denis) e sostiene inoltre la creazione dell'attuale teatro Denis.

A Hyères non si può parlare di architettura senza citare il nome di Alexis Godillot. Negli anni 1860, questo sellaio parigino intraprende, con il suo architetto Pierre Chapoulart, i lavori di modernizzazione della città e l'allestimento di tutto il quartiere che porta il suo nome. I viali costeggiati da magnifiche ville dalle varie influenze (moresche, tunisine, inglesi...) si strutturano intorno a splendide fontane di ghisa.

 

Modernità

1923: anno d'avanguardia. La Villa Noailles lascia un'impronta di estrema modernità nell'architettura di Hyères. Un soffio contemporaneo che viene ripreso più tardi da altri progetti edilizi come la residenza Simone Berriau (a Les Salins) negli anni '60, o a Notre-Dame de Consolation (1952) nell'architettura di Raymond Vaillant, le vetrate di Gabriel Loire e le sculture di Lambert-Rucki. Altri architetti, come Léon David, lavorano su stili più classici (Banque de France) con una modernità impregnata di tradizione provenzale.

 

 

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